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![]() Come apprezzare l'opera e big Luciano Pavarotti?Quote:
Non posso che quotare quanto detto: se ascoltando un'opera (italiana mi raccomando) non vieni travolto dalla forza della musica beh, non fa per te. Confermo che è un genere ancora molto apprezzato (basta contare gli spettatori dell'Arena di Verona, 500.000 presenze quest'estate). Richiede, IMHO, un ascoltatore che sia passionale e sognatore, è proprio un genere di musica che ti deve entrare dentro e far commuovere. Sai quanta gente piange in sala sul finale della Bohéme? Pavarotti in tutto questo ha il merito di aver diffuso la lirica al grande pubblico, portandola negli stadi. Aveva una voce stupenda, unica per molti aspetti. Ci sono incisioni nelle quali è, secondo me, il miglior interprete che abbia mai sentito, altre in cui, se pur ottimo, non è all'altezze di altre grandi voci (soprattutto del passato). Tutto sommato, mi mancherà, anche se orami erano anni che non cantava più. |
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Io per dare qualche spiegazione avrei bisogno di mettermi davanti a un impianto hi-fi e fare degli esempi concreti basati sulla pratica, cioè sull'ascolto. La teoria non è il mio campo. Potrei dire: il timbro, la dizione, l'estensione, ma sono cose che non sono in grado di far capire senza il sussidio di qualche cd.
Non credo sia possibile poi, per profani come noi, avvicinarsi genericamente all'Opera Lirica. Si comincia sempre da singole opere che per qualche motivo suscitano il nostro interesse. Magari dal "Don Giovanni" di Mozart perché incuriositi dalla figura del protagonista o dai significati simbolici dell'opera. Oppure da "Tosca" perché uno un giorno visita Castel Sant'Angelo e scopre che è in parte ambientata lì. Oppure da "Turandot", per provare a capire in quale contesto cade l'aria "Nessun dorma". O "La Valchiria" di Wagner, per scoprire cosa c'è intorno al motivo - famosissimo - della Cavalcata delle valchirie. Si comincia ad ascoltare, magari si scopre che una Tosca piace più di un'altra Tosca e ci si comincia a chiedere perché... |
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Io amo la Musica Classica in tutto il suo splendore, anche perché sono cresciuto ascoltandola giorno per giorno, i miei non ascoltano altro.
Potrei capire che la gente si divide i gusti musicali, uguale sarebbe il genere, però non capirò mai che qualcuno che ascolta musica dica di non conoscere quella Classica o almeno dichiarare che non la capisca. La madre della musica è viva da sempre, fra cent´anni saranno dimenticati, Lennon, Endrix, i Led Zeppelin, i Pink Floyd, etc, etc, ma non sarà mai dimenticato un Mozart, Beethoven, Vivaldi, Verdi, Puccini, Bach, Brahms e tutti i grandi che la cantavano, la cantano e la canteranno; Ricordiamo Caruso, Del Monaco, Pavarotti, M. Callas, R. Tebaldi e tanti ancora. La Musica Classica, si deve amarla perché insieme ai suoi creatori, non si fermerà mai perché non può morire. Chi non ama la Musica Classica non può amare altra Musica. |
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Premesso che non so moltissimo a riguardo e me ne sono interessato poco, comunque ho studiato a riguardo per dare un esame al conservatorio, anche se mi ricordo poco però.
L'opera lirica intanto ha radici antichissime, nel medioevo, e i papà dell'opera lirica può essere definito il melodramma, anche se è improprio affermarlo. L'opera lirica si comincia a distinguere dopo il 600 in età barocca, ma ancora non era stata ben definita, infatti non c'era una fusione completa tra la parte musicale e la parte recitata chiamata recitativo accompagnato e recitativo secco. Più avanti, intorno al 1700 l'opera lirica cominciò a definirsi, veniva curato l'aspetto scenico e recitativo e l'aspetto musicale, l'orchestra cominciava ad allargarsi e apparì il libretto, dove venivano scritti i testi che venivano cantanti (perchè non si capisce molto quello che cantano), i cantanti vennero divisi in basso (più grave), baritono, tenore (più acuto) e per le donne contralto (più grave), mezzosoprano, soprano (più acuto). Ovviamente dopo radicali cambiamenti, anche i cantanti dovevano avere quella presenza scenica necessaria e recitare cantando. La grandezza di Pavarotti è dovuta oltre alle sue indiscusse doti da tenore, contando lunghe frasi d'un fiato e quindi permettendogli di ottenere il massimo dalla sua recitazione, il suo carisma e la sua presenza scenica erano enormi, inoltre è stato se non il primo uno dei primi ad allargare la lirica in altri campi della musica, dal rock al pop, e credimi la mania di conservazionismo dei maestri classici è tuttora enorme come se la musica classica sia riservata ad elite selezionata e con passato per così dire "nobile". Per quanto mi riguarda credo che il merito più grande da attribuire a Pavarotti è quello di aver ampliato gli orizzonti della musica classica con il suo carisma e le sue doti eccezionali. Ragazzi, l'opera lirica è nata in Italia e prima di Pavarotti pochissime persone ne sapevano parlare in Italia. Scusami se mi sono dilungato, ma non potevo spiegartelo se non facevo quella premessa. Ciao |
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Secondo me è molto una questione di "pelle". La musica classica ti piace o non ti piace, come può essere per la techno.
Quindi di base, credo debba piacere la musica classica. A me per esempio piace molto, però avevo una certa avversione per la lirica (non so perchè). Poi sono andato a vedere un'opera e mi sono dovuto ricredere (sono stato anche ad un'opera di Wagner che è durata 4 ore). Il fascino dell'opera sta nel connubio tra la musica, il canto e la scenografia. Credo sia da provare, ma affrontandola non da prevenuti, ma con un pizzico di curiosità. Per quanto riguarda la validità di un cantante lirico, beh, per sapere se un giocatore di calcio gioca bene, devi avere un metro di confronto, che sono gli altri giocatori. Tra i cantanti il parametro da valutare è chiaramente la voce. Se provi a sentire un po' di cantanti, capisci la differenza e capisci perchè Pavarotti (ma anche Domingo e Carreras, per nominare i "tre tenori") era cosi particolare. C'è anche da dire, che i "tre tenori" han saputo giocare bene le carte del successo mediatico, fermo restando che comunque il loro valore è indiscutibile. |
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Certe melodie vanno direttamente al cuore.
Ma non sempre si tratta di amore a prima vista (ascolto); talvolta è il caso, talvolta e la passionalità di un compositore, talora è il mito creato da un autore o interprete, talvolta è l'interpretazione (musicale o canora), oppure la vicenda narrata... Io se vedo un quadro di Picasso non provo nessuna sensazione, se vedo una chiesa Romanico-Pugliese mi entusiasmo, la pietà di Michelangelo potrei stare per ore ad ammirarla. Un mio amico diceva che 70anni di permanenza sulla terra sono troppo pochi, io penso che siamo educati (istruiti) male. Siamo troppo complicati!!! Dopo questi "appunti" da folle ti do una dritta, ti suggerisco una scorciatoia per far arrivare le note di un opera lirica o classica, dritte al cuore (ed accelerare il processo di avvicinamento al mondo del melodramma): ascolta la musica in cuffia o su un buon impianto. Ci sono emozioni nascoste anche nei singoli bit di una riproduzione digitale. Ora qualcuno dirà che la qualità artistica va ben al di là dei bit verissimo Ma siamo complicati, troppo complicati Buon ascolto |
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